LETTORI FISSI

sabato 31 marzo 2018

L'INGANNO



Alla mia amata Eli

Lei si fidava. Ha appoggiato tranquilla il suo musino triste nella mia mano, e si è addormentata. L’ago non ha infierito con altro dolore,
Tre farmaci, per tre stadi di coscienza. Il  calmante,  poi l’anestesia e il farmaco letale  hanno bloccato il suo cuore. 
Quel cuore gioioso e pieno di vita che mi aveva scelto, diciotto anni prima, si è arrestato, ad occhi aperti.
Lei si fidava, seguiva la mia ombra, il cenno della mia mano che invitava, la voce che guidava.
E io che non mi sapevo memoria, ora mi sento pioggia, e scivolo nelle cose incompiute e negli anniversari.
Ho scavato il giardino, ho rotto radici e ho atteso che il suo gelo ne confermasse la  morte.
Era freddo il suo corpo biondo che si ribellava alle cure, serrati i suoi denti sull’ultimo gemito.
Spento all’ultima carezza il suo mugolio felice, così strano che sembrava  il ronfare di un gatto. 
Spenti nella cecità gli occhi adoranti e lo sguardo triste se la sgridavo.  Lontane le corse pazze in campagna inseguendo lepri e fagiani.
Lei si  fidava e io ho deciso, di non  lasciarle più  gridare il dolore, di fermare il sangue che l’abbandonava  e di piangere la sua impotenza a muoversi.
Di coprire di terra fertile il suo piccolo corpo.
Di piangere la necessaria crudezza del sentirmi Dio per un istante.
E vorrei sapere se mi ha perdonata, se nell’altra dimensione mi aspetterà e riconoscerà.
Lei si fidava, e io l’ho tradita e vivo.
Come l’erba che ha paura ma sa che si ergerà  ancora dopo essere schiacciata.
Vivo come  si vive dopo i grandi dolori che umiliano e addolciscono…
30/3/2018

giovedì 15 marzo 2018

NELLA FILIGRANA DELLA NOTTE - Emma Lisa Lucchini



Un saluto alla brava e dolce poetessa Emma Lisa Lucchini che ci ha lasciato, con il video della sua poesia NELLA FILIGRANA DELLA NOTTE.
Arrivederci Emma, sei nel cuore di chi ti ha conosciuta.



sabato 10 marzo 2018

GODIMENTO PRIVATO E SACRIFICIO COLLETTIVO







10/1/2014   Punti di vista sulla liberalizzazione delle droghe

Nella vita ci sono cose necessarie alla sopravvivenza, altre usate per abbellirla.
La droga, l’alcool, il sesso senza coinvolgimenti l’abbelliscono, la rendono fluida, senza pensieri.
Poi c’è l’arte, la musica, la poesia, lo sport, ecc.
Ciò che unisce tutto e lo rende fruibile è la libertà individuale che non dovrebbe essere vietata o imposta agli altri limitandoli.
Ebbene, chi beve, fa sesso non sicuro, gioca alle slot o si fuma risorse con sigarette normali o marijuana, compie un atto volontario e voluttuario, ma al contempo impone alla società tutta, sacrifici e risorse economiche per rimediare ai danni provocati dai suoi momenti di godimento privato…(tra questi danni, malattie, omicidi, furti e quindi l’aumento della malavita).
E questo francamente mi sembra assurdo.
Come agire dunque per cambiare la società ed eliminare la malavita mantenendo uno standard di salute dei cittadini?
Si può fare, ma non liberando i divieti, bensì lavorando con tutte le forze sull’educazione alla convivenza civile  e  legalità, sulle basi morali che senza essere mistiche sono i mattoni sui quali esiste una società giusta...proprio quello che ci manca.
La corruzione esiste per questa mancanza.
Ora l’etica laica cambia nel tempo, -al contrario di quella religiosa- e ben se ne vedono i frutti specie negli stati in cui si sono liberalizzate sia la droghe che l’alcool o l’uso delle armi.
Risultato? Una società allo sfascio dove anche i bambini sparano a vista su adulti e coetanei, in quanto già alterati mentalmente dall’assunzione di alcool e droghe; questo senza voler citare guerre e deliri vari di morte consueti, regalate dalla avidità di chi è adulto.
Il problema non è combattere  la droga, ma  lo sfascio morale.
Su questo obiettivo andrebbero fatte leggi e regolamenti: insegnare a menti giovani una esistenza meno egocentrica e magari riproporre i valori cristiani sui quali era stata fondata la nostra società.
Invece si attivano risorse cospicue (recuperate da tasse infinite) da distribuire a pioggia ai SERD ecc. per aiutare chi spesso cominciando con droghe leggere si brucia la volontà diventando schiavo di abitudini attivate nella sua più sacrosanta e democratica libertà individuale.

E allora, io penso molto democraticamente, che a questo punto non si dovrebbe più sborsare un centesimo alle strutture per il recupero di chi si è volontariamente rovinato…
Mi sembra troppo comodo il godimento privato e il sacrificio collettivo come rimedio.

Inoltre, conoscendo i nostri illuminati e creativi politici, sono abbastanza diffidente sulle motivazioni di questa liberalizzazione, in quanto sicuramente aumenteranno i clienti di case di cura e dei Serd: risorse da destinare e dirottare dove è più conveniente: vedi finanziamenti ai partiti, ecc.

Quanto agli studi sulle varie droghe, si svolgono già nelle sedi scientifiche consuete.
La liberalizzazione è una scusa per recuperare risorse, dirottarle per permettere agi impensabili a chi le gestisce e non per arginare le sue conseguenze, nell'ipocrisia più totale dello Stato, alla quale già siamo abituati (sigarette, slot, alcool).
Ad esempio nei Serd esiste già la distribuzione legalizzata di Metadone, ma questo non ha risolto la tossicodipendenza.
Mi ripeto, quello che dovrebbe essere incentivato sono il rispetto per l'esistenza altrui, umana e animale e non l'ipocrisia di un sistema che ti permette di ammalarti e poi ti toglie denaro fingendo di curarti...
10/1/14
r.g.

Una mia riflessione di qualche tempo fa. Per fortuna il testo per la legalizzazione è stato tagliato nell'ottobre 2016 e del vecchio residua solo l'ok. per l'uso terapeutico...trovo incredibile la superficialità di quei parlamentari che vorrebbero una società allo sfascio.

domenica 18 febbraio 2018

DUETTO






Svolgo la mia vita a due voci
ma quando parlo è un duetto inudibile.
Lei così pura e pudica a volte insorge
e mi rigenera.

Quello che è certo
è che lei resta a volte sospesa su un filo 
e canta il suo strepito così grande e armonioso
che sembra di mille voci
ma io non so mai se è timore o gioia...


EQUILIBRIO









Equilibrio fragile quello dell'amore, che vive tra  cedimenti e voglia di dominio...



mercoledì 14 febbraio 2018

LA CASA DI FRONTE




La casa di fronte non mi ferisce più
la catena che regge un cartello oscuro
è lunga e distante e illeggibili numeri, date
o memorie felici .
Le iniziali di un nome a mezza altezza
non trovano  spazio per dispiegarsi.
Appoggiata a uno scaffale vuoto 
trema una tenda sollevata a metà 

Dentro orbite scure, nel suo tempo di sale
solo luci e suoni sfocati.
Distante sull'asfalto un segnale di stop
illividisce al ghiaccio.

Occhi e lingua pietrificati sostano al sicuro
vive sogni in libertà 
la mano che sfiorava una gabbia
il corpo da guidare.

La casa di fronte ha la faccia giusta del dismesso
su una scala vasi di fiori secchi
dondolano con un brusio d'insetto.

Al pomeriggio la sua ombra cade su di me
offusca il mio giardino assolato
proponendomi silenzi aridi
ma  a dieci metri la gioia è vicina
corre col cane e i bambini.

Al mio cancello a volte, arrivano momenti felici
come petali al vento
io li vedo,  li raccolgo e  ricordo
ritrovando voci che ricompongo
piano, in un’altra atmosfera...

sabato 10 febbraio 2018

LA LOCANDA


Mi piaceva giocare...
per ritrovare ossigeno c'erano eterne scommesse 
vinte e poi  demolite, da  pareti grigie
da pietre impastate poco alla volta


e c'erano mani, mille mani sporche di smanie
che tracciavano  curve.
Di pezzi anatomici imprigionati
si apprezzavano  solo prepotenti particolari
il calore, il taglio.

Ora alle spalle, si sbriciolano sguardi 
si fondono in disegni vorticosi
solo abbozzati
natiche in movimento, figure clandestine 
torture ancora vive.

In piazza all'incrocio di anni inceneriti
seduti alla locanda del mordi e fuggi
uomini, fisionomie quasi uguali.

Alcuni indossano camicie a scacchi
altri solo sigari e fumo.
C’è solidarietà alla locanda
è garantito un menù a prezzo fisso
costi adeguati, nessuna sorpresa
orgasmi brevi
sconsigliata per riposi d'asceta
o per guizzi improvvisi fuori dal corpo...
9/10/2014
r.g.