LETTORI FISSI

venerdì 17 novembre 2017

DONNE IN OMBRA




Ti ho guardata bene ieri
io come te, donne in ombra
appannati specchi di ieri
intente a cucinare come torte
egoismi misconosciuti nei figli


deluse da ribellioni di pelle
e dall’umiltà delle nostre radici
affannate in doppi lavori
noi bruciamo identità e sogni
nel fuoco spento di fictions televisive

tra oscuri sentimentalismi
e gare podistiche contro il tempo.


Nello specchio del mattino
ritroviamo un’estranea saccente
dallo sguardo vacuo e senza sorriso
ma tu hai ancora la bocca sensuale
che annulla rughe impietose
e io nelle gambe corse compresse
in vene che vogliono esplodere


e quando ci salgono alla bocca parole
non dette per pudore
lo sguardo è dolore sottile
è malinconia
la stessa che guardammo nelle nostre madri
la stessa che ci straniava dalle loro mani.


Ci accomuna amica mia
un sentore di lievi profumi
anni in cui eravamo fragili eppure invincibili
un tempo di rimpianti ancora vivo
che non cede il passo a ricordi sereni


perché oggi
lo stesso desiderio di libertà di ieri
è ancora più ambito
e meno raggiungibile... 

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=419538

lunedì 16 ottobre 2017

ESALAZIONI DIMEZZATE (fantasia)


Esalazioni dimezzate
Murales di autore sconosciuto sett.2015

Al male inguaribile sgomenta la dolcezza
la vitalità animale.
Lascio il dolore insopportabile a terra
come nebbia esala sul mio corpo
che immobile respira piano
mentre in alto le stelle ammiccano col loro fuoco.

Esco fuori dal corpo senza rumore
E mi amo. E amo. Potrei farlo senza ostacoli
prudenza o veli
potrei diventare qualsiasi cosa
ora, notturna e diurna
vibrante e imperfetta, ma viva
pur così dimezzata...
Mutarmi in una metamorfosi folle
in falco, spezzare l’aria di cristallo senza ferirmi
e chiederti scusa, chiedere scusa al mondo
perché spesso io lo dimentico...

Potrei volando, entrare dagli occhi
insediarmi nel cane del vicino che danza
in circolo, cantando solitudini da tenore
ritrovarmi con un brivido di meravigliosa paura
in piccola carne di topo
o in affamato scarafaggio ripugnante

trasformarmi con una blasfema transustanziazione
in pane, sfamare la mia e altrui fame
ridere fino a sentirne l’eco sui muri insormontabili
qui intorno
sfidare me stessa e gettandomi, acqua sul fuoco
ritrovarmi in un uomo
nell ’uomo smemorato, indifferente
e solo... 
e poi riuscire a cambiarlo.
12/10/2015

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=396454

mercoledì 11 ottobre 2017

TENTAZIONI



Un rombo di sottofondo si impone
dentro le vene  vibra  una  cascata

un piccolo rifiuto
sovrasta per un attimo
la sua aggregazione di gocce gelide
ma l'acqua scorre, ed è vertigine.

Ai lati della fune 
il mondo oscilla, tra il passato e l’oggi
sul ponte  di vecchie assi
che si modificano sotto i piedi

La grande voragine attira, e  sembra sorridermi
come  il peccato
il suo eterno senso immorale
che resiste e torce i visceri
impossibile camminarvi  a lungo.

Tra pareti grigie e l’abisso  verde cupo
se ne vanno scintille e certezze
dai miei occhi al cielo.
È tremenda la consapevolezza d’essere deboli.
***
La versione declamata da Rodolfo lettore








domenica 8 ottobre 2017

Qualità (aforisma)






     
La bellezza esteriore è una qualità destinata a mutare, ma quella interiore è frutto di grandi sconvolgimenti! 
Entrambe donate dal “sacro ignoto” che si avvale delle suggestioni per rivelarne la provenienza con l’abbraccio invisibile e tenace della grazia...






venerdì 6 ottobre 2017

mattini d'autunno





Mattini d’autunno silenziosi
agglomerati  di piume tacciono
intenti a scaldarsi 

i nostri giorni accorciati
vibrano nelle mani

nell’aria a metà giornata
mille soli pigolando in ritardo
ci parlano di gioie invecchiate.

Con un setaccio, cantilenando
movimenti ritmici
separo  sassi ed erbacce
resta soltanto terra buona

una polvere fina,
dove mani e piedi lasciano  orme profonde
il seme del prato nuovo attende l’acqua
il sole
ha terrore del peso delle pietre
della memoria che falsa ogni cosa...

venerdì 29 settembre 2017

OSSIDAZIONE

 Agnes Herczeg, legno e ricamo.


Una gomma strana
che  nessun dolore annuncia
sfuma  contorni
rispettando la par condicio  destra e sinistra
toglie un poco di rosso a labbra
il castano ai capelli
l'ocra alle mani e luce all’incarnato

mi vuole evanescente e bianca
tatuata e inguardabile.


Sono un pioppo d’argine
scarno di foglie fiammanti, oscillo al freddo
diversa e già smemorata
di sguardi  curiosi che si impigliano su me
come  pungenti unghie di gatto su fragile seta.

Coriandoli dalle mani risalgono  braccia
si uniscono
discutono accordandosi per  ambigui decori
lasciano addosso sentieri, mancamenti azzurrini
improvvisi vuoti
come neri buchi stellari

Sfuggo così da perfezioni, sogni colorati
ambizioni impossibili
e mi allontano dagli altri a piccoli balzi 
distanze e assenze sempre più
lunghe...